interventi in emergenza

EMERGENZA AOSTA 2000

Dopo diversi giorni di pioggia ininterrotta, domenica 15  ottobre 2000,  una incredibile ondata di piena si riversa sulla Dora Baltea e travolge ogni cosa al suo passare. Dalle notizie trasmesse dai telegiornali la situazione appare grave in tutta la Valle d’Aosta e Piemonte, tutti i fiumi del Nord-Ovest ingrossati come non mai sono al limite del collasso e dove gli stessi non hanno già rotto gli argini si attende con ansia il passaggio dell’onda di piena.

L’allertamento inizia nella settimana in cui alla nostra Sezione tocca il turno di prontezza operativa, dal 16-10 al 22-10-2000, per cui circa 20 persone disponibili ad intervenire aspettano di partire da un momento all’altro.

Il 16-10 arriva alla sede nazionale il precetto per i volontari delle altre regioni in supporto alle sezioni ANA già operanti nel Nord-Ovest, tuttavia, la Regione Veneto mantiene lo stato d’allerta in quanto l’ondata di piena deve ancora transitare nel Polesine.

In data 23-10-2000 arriva della Regione Veneto il cessato allarme, si può pertanto partire per la zona più colpita da questa calamità, che per la P.C. ANA del Triveneto viene individuata nella Valle d’Aosta. L’organizzazione è rapida ed efficace, si tratta di portare in loco e garantire la perfetta autonomia di circa 180 uomini per quattro turni da 1 settimana ciascuno, alla nostra sezione viene chiesto di contribuire con 10 uomini per turno : siamo pronti !

Come spesso succede, la disponibilità supera la richiesta, la prima squadra è pronta a partire, gli automezzi vengono reperiti presso la Provincia di Treviso e la Regione Veneto. Si tratta di due “Bremach” a 5 posti, le attrezzature vengono in parte fornite dalla stessa Provincia di Treviso ed in parte reperite presso il nostro magazzino sezionale di P.C.

All’alba di domenica 29-10-2000 si parte. Ci ritroviamo tutti al magazzino della P.C. per il Nord-Est a Vicenza e da li in autocolonna fino ad Aosta,  il colpo d’occhio è notevole, circa 50 mezzi marciano incolonnati verso la metà, ancora una volta la risposta è stata grande come il nostro “Cuore Alpino”.

A Pont Saint Martin si entra nella Vallè e si comincia ad avere la percezione di quanto sia successo due settimane prima; arrivati a destinazione, dopo aver sistemato i bagagli, si entra nella fase operativa vera e propria.

Alla Sezione di Treviso viene assegnata la zona di Donnas, secondo paese della bassa valle dopo Pont Saint Martin, ci aspettano lavori di sgombero scantinati e sistemazione della viabilità. Qui la Dora ha rotto gli argini sia a destra che a sinistra e ha sommerso il borgo antico sotto 4 metri di acqua.

Il lavoro certamente non manca, il fango è ovunque, si devono svuotare gli scantinati, pulire le strade, rimuovere la pavimentazione in pietre che è stata divelta dalla forza dell’acqua, ripristinare la rete fognaria e ripulirla; dopo il borgo antico è la volta delle frazioni periferiche saggiare la nostra disponibilità a rimboccarci le maniche. Alla fine abbiamo instaurato con la gente del posto uno splendido rapporto facendoci ben volere e anche questa volta i ringraziamenti non mancano.

L’operazione Aosta 2000 ha visto la P.C. della nostra sezione impegnata dal 29-10 al 25-11-2000,  sui 4  turni previsti  sono  stati  impegnati 43 uomini che hanno operato per una media di 10 ore al giorno su 24 giorni lavorativi ottenendo così un totale di circa 2.500 ore lavorate; è stata senz’altro una esperienza positiva che ha affinato il nostro spirito di corpo e ha dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, che la P.C. della nostra sezione è presente.

Concludendo, vogliamo ringraziare per l’ospitalità la popolazione della Valle d’Aosta ed in particolar modo il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Donnas che ci hanno dato modo di renderci utili e tutti i 43 volontari che hanno prestato la propria opera sul campo contribuendo a trasformare la solidarietà espressa a parole in fatti concreti. Infine un ringraziamento va anche a coloro che hanno dato la propria disponibilità e non sono stati chiamati a prestare la loro opera, ricordando che, purtroppo, da un po’ di tempo a questa parte le occasioni di certo non mancano e finché ci saremo, la nostra risposta sarà “presenti “ !






EMERGENZA PIAVE-LIVENZA 2002

La settimana che va dal 25-11 al 30-11-2002 rimarrà nei nostri ricordi come la settimana in cui per la prima volta, da quando si è costituto il Nucleo sezionale di P.C., il nostro territorio è stato interessato da una vera emergenza, le insistenti piogge che hanno colpito il Veneto orientale e le zone montane del Friuli hanno fatto si che i bacini di Piave e Livenza si siano caricati in modo abnorme con conseguente scarico a valle da parte dei bacini di raccolta  di una sempre maggior quantità d’acqua.

Lo stato di pre-allarme da parte della Provincia scatta nella giornata di lunedì 25 per Piave e Livenza, le cose non migliorano anzi il giorno seguente (26) scatta l’allarme per ambedue i fiumi, le aree golenali vengono invase dalle acque e i nostri raggruppamenti vengono allertati per la mattina del 27 su due differenti fronti, da subito comunque si intuisce che la situazione piu’ a rischio risulta essere quella del Livenza, infatti nella notte il fiume è cresciuto di 20 cm. all’ora, in conseguenza di ciò facciamo convergere su Motta di Livenza tutti i raggruppamenti ad esclusione del 2° che resta a presidiare il Piave con una decina di volontari.

Al mattino del 27 abbiamo costituito una nostra unità di crisi H24, mi reco sul posto Finelli rimane in sede come collegamento, in attesa di comunicazioni da parte della provincia in merito ad eventuali precettazioni e come collegamento.

Sul posto operano già da due giorni i nostri volontari di Motta di Livenza e di Mansuè sulle aree di loro competenza, inoltre al mattino arrivano 20 volontari allertati dai diversi raggruppamenti, piu’ una squadra di 5 persone mandata dalla sezione di Vittorio Veneto, però si intuisce subito che la battaglia appena iniziata sarà lunga e dura, l’acqua sale e non sembra volersi fermare, per poter muovere piu’ volontari è necessaria la precettazione, che nonostante il mio sollecito alla provincia stenta ad arrivare, con Giancarlo inizio ad organizzare le fasi successive, si tratta di vigilare continuamente gli argini giorno e notte, per fortuna finalmente, alle 20.00 arriva in sede la precettazione, grazie a questo riusciamo ad aumentare il numero di volontari disponibili, arrivano così per la notte circa 30 volontari, inoltre, siccome la precettazione è stata inoltrata anche alle sezioni di Conegliano, Valdobbiadene e Vittorio Veneto, si presenta per la notte anche una squadra di Valdobbiadene con 7 volontari.

Alle ore 21.00 del 27 si raggiunge il picco di 8,81 mt. Sull’idrometro del ponte di Meduna dopo di che inizia una lenta ed esasperante discesa 5 cm l’ora per tutta la notte, è questo il momento critico, gli argini imbibiti d’acqua sono in sofferenza si moltiplicano fontanazzi ed infiltrazioni che vengono controllati con sacchi di sabbia ed interventi di puntellamento veri e propri come quelli effettuati in zona Albano pieno centro di Motta e a S. Giovanni.

Al mattino la battaglia continua arrivano i cambi per la gente che ha passato la notte sugli argini, e ci si prepara per una altra notte avendo fatto tesoro dell’esperienza della precedente si organizza in modo migliore la sorveglianza, comunque anche se lentamente, il livello scende e con esso la pressione ai fontanazzi che sono tutti fermi e controllati, arrivano per la notte circa 35 volontari che sostituiscono quelli che hanno passato la giornata sugli argini, inoltre, arrivano 10 volontari della sezione di Conegliano, la notte scorre piu’ tranquilla della precedente e al mattino la paura sembra passata, ma la guardia non viene ancora abbassata, per tutto il giorno la sorveglianza continua, mentre per la notte si decide assieme ai nostri volontari di Motta di ridurre il contingente a soli 12 uomini.

Sabato 30 l’acqua è scesa sotto il livello di guardia l’allarme comunque resta ancora attivo e la sorveglianza viene garantita dai nostri volontari di Motta, finalmente alle ore 17.00 arriva il tanto agognato cessato allarme.

Questa emergenza capitata nel nostro territorio ci ha insegnato molte cose che altrimenti non saremmo riusciti a focalizzare ora bisogna metterle a frutto e magari testarle nella prossima esercitazione sezionale che, fatalità, si terrà a Motta di Livenza il 29/30-03-2003.

Un grazie a tutti i volontari che si sono impegnati in questa emergenza nei limiti delle loro possibilità, ma soprattutto un Bravi! ai volontari di Motta di Livenza che nell’emergenza hanno dimostrato la loro professionalità e con tranquillità hanno saputo gestire questa emergenza infondendo fiducia e serenità a tutti i nostri volontari impegnati.

Ricordo che la viglianza degli argini dei fiumi Livenza e Monticano nei territori comunali di Motta di Livenza e Gorgo al Monticano è stata garantita per tutta l’emergenza da volontari ANA della nostra sezione con la partecipazione di volontari delle sezioni di Conegliano, Valdobbiadene e Vittorio Veneto, inoltre il gruppo di Mansuè ha garantito in proprio la sorveglianza argini del Livenza nel proprio comune. 

Presenze di volontari A.N.A. durante l’emergenza suddivisi in turni giorno/notte per sezione, Treviso 281, Conegliano 10, Vittorio Veneto 15, Valdobbiadene 7

Infine, come specificato all’inizio, si debe tener presente che contemporaneamente per l’emergenza Piave è stato impegnato il 2° raggruppamento con una decina di uomini integrati da alcuni volontari di Nervesa dalle prime ore del mattino del 27/11 fino a poco prima delle 12.00 ora in cui il Piave a dimostrato di essere sotto controllo e le attenzioni di tutti i raggruppamenti si sono concentrate sul Livenza, ad eccezione del gruppo di San Biagio di Callalta  che comunque, nei giorni seguenti continuato ad operare nel territorio comunale mettendo a disposizione dell’Amministrazione comunale con volontari in operazioni di pulizia.

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